"Tersicore danzante"
scultura in marmo bianco statuario raffigurante la musa Tersicore protettrice della danza . Italia. H : 98 cm. Diametro base : 23 cm.
Lopera qui proposta deriva da una celebre scultura di Gaetano Matteo Monti, nata su incarico del cremonese Gaetano Bolzesi, desideroso di ornare la propria dimora con un oggetto che dicesse, in modo inequivocabile, la sua familiarità con il gusto internazionale del tempo. Solo in seguito l'opera prenderà la via del Seminario Diocesano di Cremona, per via testamentaria, secondo un destino di mobilità tipico delle collezioni ottocentesche. Che Monti guardi da vicino alla lezione di Canova è quasi una dichiarazione d'intenti: e la memoria della Tersicore che lo scultore veneto aveva consegnato a Sommariva nel 1811 torna, filtrata, in questa musa dal fascino quieto, in cui l'eleganza del gesto diventa cifra stilistica. Colpisce la cura meticolosa ai particolari minuti — i capelli fluenti, la fascia di raso che cinge il capo - come se il marmo, docile, fosse chiamato a restituire la morbidezza di tessuti e superfici.
L'incedere danzante della figura, calibrato sul tintinnio dei cembali, trova un suo equilibrio interno nel gioco delle braccia: un dinamismo trattenuto, che è uno dei cardini della poetica montiana. Nel 1830, quando Monti viene accolto come socio onorario dell'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Brescia, l'artista offre all'Ateneo un gesso raffigurante la medesima Tersicore. Da allora il calco accompagna i traslochi dell'istituzione: prima nella sala delle adunanze della Biblioteca Queriniana, poi a Palazzo Martinengo e infine a Palazzo Tosio, secondo una geografia della memoria che è parte integrante della storia stessa dell'opera.